Viviamo e operiamo in un mondo che cambia, si trasforma e si evolve a velocità folle.

 

Le aziende che vogliono restare al passo e mantenere (o addirittura accrescere) la propria competitività devono essere sempre attente e pronte a intercettare il cambiamento e ad introdurlo in azienda, qualsiasi sia l’ambito interessato: organizzazione, produzione, tecnologia, ma anche formazione.

 

Attualmente la formazione con l’approccio tradizionale non consente più di realizzare una crescita elevata e un’alta efficienza in azienda, perché il modo in cui le persone imparano ha subito una trasformazione drastica e dirompente… In pratica, si sta rapidamente passando da un apprendimento di tipo formale e strutturato ad apprendimenti di tipo informale e sociale.

 

Questa situazione è ben rappresentata dal modello formativo 70:20:10, ormai sempre più diffuso tra le imprese, che suddivide la formazione in 3 categorie differenti, ciascuna delle quali porta il suo significativo contributo alla crescita professionale dei dipendenti dell’azienda che lo adotta.

 

Il numero 70 rappresenta la percentuale di apprendimento informale che avviene direttamente sul posto di lavoro ed è basato sull’esperienza e sulla pratica.

Il numero 20 è la percentuale di apprendimento attraverso lo scambio di esperienze con i superiori (mentoring & coaching) e con i colleghi (social learning).

Infine, il 10 rappresenta la percentuale di apprendimento formale attraverso programmi di formazione tradizionali e corsi strutturati.

 

Da una breve analisi di questo modello emerge chiaramente come si stia assistendo alla drastica riduzione della formazione tradizionale a favore dell’esperienza, della sperimentazione pratica, della mentalità del “fare” e del “provare a fare”. La formazione formale gioca ormai un ruolo marginale nello sviluppo generale dei collaboratori aziendali, mentre l’esperienza e la pratica forniscono la maggior parte degli spunti di crescita personali e professionali.

 

Come è possibile sfruttare il potenziale della formazione informale? Come è possibile generare esperienze per i dipendenti di un’azienda in modo più rapido rispetto al processo formativo naturale?

 

Abbinando il gioco alla formazione, utilizzando cioè la gamification come strumento formativo all’interno dell’impresa. La formazione in game può certamente costituire un valido supporto allo sviluppo dei collaboratori aziendali poiché si basa sull’esperienza di gioco dei partecipanti, che è quanto di più pratico, diretto e concreto esista nell’ambito della formazione. I partecipanti sono infatti i veri protagonisti del gioco, durante il quale vivono in prima persona situazioni aziendali e di business verosimili e si attivano per risolvere problemi e difficoltà ad esse connesse, sperimentando in modo concreto e immediato le conseguenze delle proprie scelte. Sono gli attori principali di uno spettacolo “in divenire”, la cui trama prende vita e si sviluppa sulla base delle azioni dei singoli personaggi, delle relazioni e delle interazioni tra gli stessi e dell’apporto attivo fatto di esperienze, conoscenze e competenze personali che ciascuno dei protagonisti dà alla storia.

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