Per evitare di sbagliare meglio non fare nulla…”

È questo il pensiero ricorrente che pervade la maggior parte di noi, che siamo vittime incolpevoli di un modello culturale basato sulla conservazione e sulla passività che pur appartenendo al passato continua tuttora a lasciare tracce ben visibili nei nostri comportamenti quotidiani, con conseguenze negative sia dal punto di vista personale che professionale.

 

Fin da piccoli, infatti, abbiamo imparato che lo sbaglio è un evento prettamente negativo che comporta soltanto conseguenze spiacevoli, come ad esempio la punizione inflitta dai genitori a seguito di un brutto voto a scuola.

Al contrario, rispettare le regole e comportarsi “bene”, per esempio studiando con regolarità e profitto, non produce alcun effetto positivo, poiché viene visto come un atteggiamento scontato e doveroso che ciascun individuo è chiamato a tenere.

Alla luce di questa situazione, appare evidente come la migliore strategia da adottare sia quella di “restare fermi”, di non fare nulla, onde evitare di sbagliare e di dover quindi affrontare conseguenze negative.

 

Ecco dunque spiegato il “principio del non sbaglio”, su cui purtroppo si fonda la nostra società e contro il quale le imprese sono costrette a confrontarsi e scontrarsi quotidianamente.

L’applicazione di tale principio, che avviene molto spesso in modo del tutto inconscio e involontario, contribuisce infatti a creare una situazione di grave immobilismo che provoca notevoli difficoltà soprattutto all’interno delle aziende, le quali sono invece chiamate a sviluppare processi di miglioramento e innovazione continui per far fronte alle richieste e alle necessità di un mercato in veloce e costante evoluzione.

 

Come possono le aziende ovviare a questo problema?

Invertire la rotta non è affatto semplice, ma assolutamente necessario. Bisogna investire tempo, risorse ed energie per passare da un modello passivo e conservativo ad un modello attivo e propositivo, in cui tutti i collaboratori aziendali sono fortemente motivati e desiderosi di contribuire concretamente allo sviluppo e alla crescita dell’impresa, non soltanto attraverso lo svolgimento puntuale ed efficace delle loro funzioni, ma condividendo con lo staff aziendale suggerimenti, idee ed esperienze che possano rappresentare soluzioni vincenti per l’organizzazione di cui fanno parte.

 

Motivare i collaboratori e aiutarli a sviluppare un atteggiamento attivo e propositivo nei confronti del loro lavoro e più in generale dell’azienda sono sfide certamente impegnative ma irrinunciabili che la direzione aziendale e i responsabili delle risorse umane devono affrontare e vincere se vogliono far crescere la propria impresa. Per farlo è necessario sviluppare un progetto formativo specifico che parta dall’individuazione e dall’analisi del temperamento e delle inclinazioni dei singoli collaboratori, e sulla base di questi dati proporre strumenti e strategie che ne valorizzino i punti di forza e li aiutino ad incrementare la propria motivazione e proattività in azienda.

 

Molte imprese con le quali collaboriamo hanno già preso provvedimenti in tal senso e ne stanno traendo un enorme beneficio… voi cosa aspettate? Contattateci!

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